COME FUNZIONA UN MOTORE DI RICERCA

Il posizionamento su Google

Il termine SEO viene spesso accostato al concetto di posizionamento su Google, ma in questo modo riduciamo ad una sola azione quella che in realtà è la fase finale di un processo molto più elaborato.

Il risultato di una ricerca su Google, infatti, non è l’estrapolazione di un dato da tutto quello che contiene internet.
È invece un output di un database creato precedentemente.

La SEO interviene in tutte le fasi del processo di acquisizione e restituzione dei risultati da parte di un motore di ricerca.

Capire come funziona questo processo ci serve per poter pianificare strategicamente gli interventi di ottimizzazione di un sito, oltre che a potercene vantare con colleghi e amici.

LA RICERCA SU GOOGLE: COME FUNZIONA

Google, il motore di ricerca più diffuso, divide il processo di ricerca dei risultati in 4 fasi consecutive: Crawling, Parsing, Indexing e Ranking.

1 CRAWLING

Google inizia il suo processo scansionando degli elenchi di URL attraverso dei crawler, cioè dei software che eseguono questa scansione, come il famoso Googlebot.

Il crawler ha il compito di scaricare gli elenchi di Url senza doverne comprendere il contenuto o seguirne i collegamenti.

Viene gestito da un altro software, chiamato scheduler, che programma l’attività dei crawler e fornisce indicazioni su quali e quanti URL scansionare.

Gli elenchi di URL sono forniti da varie fonti, come ad esempio i domini registrati, i collegamenti (o link) estratti dalle pagine web o le sitemap inviate dai webmaster.
Tutti questi elementi, dopo essere stati acquisiti, vengono inviati al database centrale: è così che inizia il processo di posizionamento su Google.

2 PARSING

Una volta scansionati e immagazzinati gli URL nel database, inizia la fase di analisi delle pagine web e di estrazione di informazioni da esse.

Questo compito viene svolto da un software chiamato parser che ha il compito di analizzare e distinguere le informazioni scaricate (contenuti, link, ecc) per poi archiviarle in altri database, a seconda del tipo di informazioni.

Se analizzando la pagina il parser troverà un link, lo inserirà nel database di URL di Google, e lo scheduler lo inserirà a sua volta tra i nuovi link da far scansionare al crawler.

Se invece il parser trova un contenuto, lo trasferirà al document datastore (l’archivio documenti di Google) e passerà alla successiva fase di Indexing.

3 INDEXING

Da questo momento in poi vengono creati dei collegamenti tra l’URL scaricato e i contenuti che lo distinguono
(testo, immagini, tag, ecc).

I robot di Google sono in grado di analizzare il senso (analisi semantica) e la forma dei contenuti e catalogarli in base alla relazione con il titolo dell’URL.

Come è possibile intuire dal nome di questa fase, l’obbiettivo dell’Indexing è quello di catalogare le informazioni del singolo URL, creando un indice con cui sarà possibile accedere più velocemente al risultato della ricerca.

4 RANKING

Nell’ultima fase, Google stabilisce l’ordine dei contenuti trovati alla nostra richiesta (query) in base alla rilevanza e alla pertinenza del contenuto e ce li restituisce in una pagina di risultati o SERP di Google (SERP, search engine results page).

La rilevanza è determinata anche dalla quantità di traffico su quel contenuto, mentre la pertinenza è stata determinata nella fase dell’indexing.

È questa la fase a cui ci riferiamo quando diciamo che la SEO serve a migliorare il posizionamento su Google!

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COSA PUÒ DIRCI LA SERP DEL POSIZIONAMENTO SU GOOGLE

Ora che abbiamo visto quali sono le fasi che generano i risultati di ricerca, può risultarci più facile capire come pianificare strategicamente gli interventi di ottimizzazione di un sito per migliorare il nostro posizionamento su Google.

Infatti parte del lavoro di un consulente SEO è anche analizzare la SERP rispetto a specifiche query del mercato di riferimento di un cliente.
Questa fase serve per capire le strategie di un concorrente o anche per comprendere quali sono le azioni migliori per aumentare la nostra visibilità.

Ad esempio, se il nostro sito ha poche pagine indicizzate rispetto ai contenuti presenti, dovremo lavorare meglio nelle fasi di crawling e parsing.

Se un sito è male posizionato per alcune query che ci interessano, probabilmente dovremo intervenire nella fasi di indexing e ranking.

Solo muovendoci nel giusto ordine riusciremo a creare una strategia SEO efficiente ed efficace per migliorare il nostro posizionamento su Google!

GLOSSARIO

Database: detta anche banca dati, indica un insieme di dati omogenei, per contenuti e formato, che sono memorizzati in un computer.

URL: acronimo di Uniform Resource Locator, è la sequenza di caratteri che identifica l’indirizzo di un contenuto (ad es. un documento, un’immagine, un video) presente in internet.

Link: è un URL presente all’interno di una pagina web che può rimandare ad un contenuto specifico (un post), ad un’altra pagina web o ad un altro sito.

Query: è la richiesta di informazioni che inseriamo nella barra di ricerca di Google.

Webmaster: è il progettista e il gestore di un sito web. Si occupa della programmazione, dell’organizzazione del sito, dell’aggiornamento delle pagine e degli accorgimenti utili al posizionamento su Google.

COSE DA FARE

– Ricordarsi che i risultati di ricerca nella SERP sono la conseguenza dell’elaborazione in 4 fasi (crawling/parsing/indexing/
ranking) della nostra query da parte di Google.

COSE DA NON FARE

– Dimenticarsi che i risultati della SERP sono la conseguenza dell’elaborazione in 4 fasi della nostra query da parte di Google e pensare che la SEO sia una specie di elisir per migliorare il posizionamento su Google del nostro sito!

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