GOOGLE GEMINI: COME CAMBIERÀ LA SEO?

google gemini la seo e la AI

Google utilizzerà Gemini, un nuovo modo per leggere le ricerche degli utenti e trovare esattamente le info cercate. Tutto grazie alla AI.

I punti principali:

  • Gli utenti sono interessati alla ricerca online basata sull’intelligenza artificiale: ecco perché Google punta sulla SGE, la Search Generative Experience
  • Gemini fornirà tempi di risposta più rapidi e ne seguiranno nuovi format per gli annunci
  • Gemini impatterà sia sugli annunci che sul traffico organico: ecco perché la SEO ha bisogno di essere ripensata

GOOGLE GEMINI: AI PER MIGLIORARE L'ESPERIENZA UTENTE

Non è una novità che Google cambi gli algoritmi di ricerca, che determinano il posizionamento delle pagine web nei suoi risultati di ricerca (SERP).

Gli aggiornamenti servono per migliorare l’esperienza utente e per fare in modo che l’utente preferisca Google ad altri motori di ricerca, consentendogli alti introiti anche dalla pubblicità.

I cambiamenti negli algoritmi di Google possono portare a grandi cambiamenti sia in positivo che in negativo per le prestazioni delle pagine web di un sito, andando a migliorarne o peggiorarne il posizionamento.

La ricerca su Gemini doveva ufficialmente terminare nel dicembre 2023, ma a seguito di alcune modifiche al sito Google Labs, in cui veniva sperimentato Gemini, la data di “fine lavori” non è più disponibile.

Sappiamo però cosa promette la SGE:

  • nuove frontiere al tipo di domande che l’utente può rivolgere al motore di ricerca
  • nuove modalità di selezione dei prodotti o servizi cercati
  • maggiore focus sui punti chiave di una ricerca online
  • migliori opzioni di approfondimento degli argomenti

COSA SUCCEDERÀ AGLI ANNUNCI SU GOOGLE

Come dicevamo all’inizio, buona esperienza utente = maggiori guadagni.

Va da sé che Google logicamente investa molto nella ricerca di nuovi algoritmi, come ha sempre fatto, ma qui c’è un enorme salto di qualità.

Verrà infatti implementata una AI molto potente che sarà in grado di restituire risultati perfettamente calzanti, grazie alla precisione con cui Gemini saprà interpretare la domanda dell’utente, restituendo risultati pertinenti e accurati anche nelle sfumature della ricerca.

Questo porterà ad una ricerca più veloce e ad una restituzione di risultati più apprezzabili.

Il nuovo livello di prestazioni andrà a modulare di conseguenza anche i format per annunci e pubblicità su Google.

L’azienda assicura che i test sugli annunci sono stati graditi dall’utenza e che nuovi formati nativi saranno integrati e funzionali per le aziende, poiché verranno proposti grazie alla logica di Gemini, che è risultata molto accurata.

ADDIO ALLA SEO?

No.

Google continua a considerare prioritaria la funzionalità del traffico organico che porta ai siti web non sponsorizzati, a beneficio della “salute della rete” e della sicurezza e piacevolezza dell’esperienza utente, che verrà arricchita da percorsi inediti di confronto fra diverse prospettive rispondenti ad una ricerca di partenza.

Ma tornando alla SEO: probabilmente si assisterà ad un incremento delle sponsorizzazioni che andranno ad occupare più spazio fisico in pagina uno.

I risultati organici in prima pagina diminuiranno.

Questo potrebbe portare a due risposte:

  • uno sforzo inedito della SEO per conquistare le minori posizioni organiche disponibili in prima pagina
  • un approccio più smaliziato dell’utenza che viene spinta ad aggirare le sponsorizzazioni e a dare più chance alla fino ad oggi famigerata pagina 2 di Google.

Tecnicamente, si vedrà finalmente una apertura verso le keyword lunghe: addio a contenuti che ti parlano della “cosa comprare” o che sono imbottiti di keyword.

Gemini capisce benissimo che se cerchi il quadro dal sorriso enigmatico, l’opera più celebre del più famoso Da Vinci, il quadro che ha ispirato molti film, il dipinto con due nomi, stai cercando la Gioconda.

Gemini sa anche analizzare i termini di ricerca per cogliere le sfumature e dare risposte più vicine all’intento dell’utente.

E adesso?

Sostanzialmente niente di nuovo.

Ad ogni cambio dell’algoritmo c’è chi viene premiato e chi viene penalizzato dalla novità.
Il nostro consiglio è quello di monitorare le prestazioni del proprio sito, tenendo conto della propria nicchia e di fattori importanti come la stagionalità o la presenza di broken link.

  • Se le prestazioni reggono, tutto ok.
  • Se migliorano, sotto coi bicchieri!
  • Se peggiorano è bene rivedere i contenuti in modo che siano più “umanamente” simili alla ricerca che un utente fa quando deve conoscere la tua realtà, che si tratti di prodotti, servizi o altro.

Alla prossima!

Lascia un commento